
Protesi dentaria (sostituzione dei denti mancanti)
La protesi dentaria è una branca della medicina dentale che si occupa della sostituzione dei denti mancanti. Questa disciplina affonda le proprie radici nei secoli passati, quando le persone sostituivano i denti utilizzando materiali naturali, soprattutto legno e metalli. I principi della sostituzione non sono cambiati sostanzialmente nel corso del tempo; comprensibilmente, hanno sempre perseguito lo stesso obiettivo: sostituire un dente perduto.
I fatti evolutivi ci insegnano che in passato la perdita dei denti era strettamente legata alla morte dell’uomo. Per questo la natura ci ha dotati di denti solidi, resistenti ed estremamente ben innervati, affinché intensi stimoli dolorosi ci segnalino costantemente i disturbi, i sovraccarichi e le malattie presenti. Le patologie dentali che portavano alla perdita dei denti hanno iniziato a manifestarsi principalmente con il cambiamento delle abitudini alimentari; contemporaneamente, tuttavia, si è sviluppata anche la tecnologia di sostituzione dei denti fino all’approccio odierno, che i nostri antenati probabilmente non avrebbero neppure potuto immaginare.
Oggi conosciamo due approcci fondamentali alla sostituzione dei denti mancanti: l’approccio protesico rimovibile e quello fisso. I nomi stessi indicano i principi di fissazione della protesi nella bocca. Parlando di protesi rimovibile, occorre menzionare due protesi principali: la protesi parziale rimovibile e la protesi totale rimovibile.
Protesi totale superiore classica in resina acrilica. La forza di adesione impedisce alla protesi di cadere dalla bocca. La stabilità e quindi la funzionalità della protesi dipendono soprattutto dalla forma della superficie di supporto, ossia dal palato duro e dalle creste alveolari. Un palato profondo e gotico e le zone di sottosquadro consentono una maggiore stabilità del manufatto.
Questi manufatti sono adatti alle condizioni dentali in cui il paziente possiede pochi denti naturali o non ne possiede affatto. Vengono utilizzati anche in caso di distribuzione sfavorevole degli elementi di supporto, quando questa non consente la realizzazione di una protesi fissa. Le protesi possono essere interamente acriliche, vale a dire realizzate con lunghe molecole polimeriche sintetiche che si uniscono formando una massa plastica resistente, ben colorata e leggera, oppure possono essere rinforzate con metalli molto duri che formano una base metallica fusa. Ciò rende la protesi più robusta e consente un fissaggio molto più adeguato delle protesi parziali ai denti pilastro rimanenti. La protesi viene fissata ai denti esistenti mediante ganci fusi, attacchi o articolazioni (ancoraggi), oppure mediante corone coniche. Questi dispositivi fissano la protesi nella bocca nel modo migliore e consentono le soluzioni protesiche rimovibili più estetiche.
Un attacco o un’articolazione che fissa una protesi dentale parziale. In questo caso, i denti pilastro sono trattati con protesi fisse, ossia con corone in metallo-ceramica. Le corone sostengono l’attacco, che si inserisce con precisione nell’elemento incorporato nella protesi rimovibile rinforzata da una base metallica. In questo modo, la protesi è fissata relativamente molto bene ai denti pilastro e non sono necessari elementi metallici (ganci o uncini). La protesi soddisfa quindi anche criteri estetici più esigenti.


Un attacco o un’articolazione in sezione, mostrato su un modello di lavoro in gesso e utilizzato per il fissaggio delle protesi totali. Una parte dell’articolazione è montata sulla radice dentale, mentre l’altra parte è montata sulla superficie inferiore della protesi totale. Questo metodo viene utilizzato quando rimane un numero ridotto di radici. In tal caso, le radici sono sottoposte a un momento torcente minore, poiché su di esse agiscono prevalentemente soltanto forze verticali parallele all’asse longitudinale.
Rappresentazione schematica del fissaggio di una struttura rimovibile su una corona conica in oro. Il cono primario in oro è cementato permanentemente sul dente pilastro esistente preparato. La linea bianca nello schema mostra il contatto tra il cono primario in oro e la struttura rimovibile in metallo-ceramica. L’adattamento preciso della struttura metallica scura al cono in oro genera un’elevata forza di attrito che fissa i denti artificiali ai denti pilastro. Il paziente può rimuovere la struttura in caso di necessità.

Per quanto riguarda il comfort occlusale e le soluzioni estetiche, le protesi fisse superano nettamente quelle rimovibili. Le corone dentali e le loro varianti, i ponti dentali, sono i metodi più comuni per risolvere le situazioni di dentizione incompleta. Naturalmente, possono essere utilizzati quando il numero e la distribuzione dei denti pilastro naturali sono favorevoli. I materiali impiegati per questi manufatti erano già noti molto tempo fa: metalli e ceramiche.

Corona o rivestimento in metallo-ceramica in sezione. La cappetta metallica, a contatto con il dente preparato, sopporta i carichi masticatori. Sul metallo viene applicata la ceramica, che conferisce al dente un aspetto naturale, una durezza estremamente elevata, levigatezza, lucentezza e una piacevole sensazione al tatto.
Struttura metallica di un ponte durante la lavorazione.


Finitura finale di una struttura a ponte in metallo-ceramica con frese diamantate per lucidatura.
I metalli dovrebbero essere nobili o seminobili, poiché la loro struttura definita con precisione determina coefficienti di dilatazione estremamente importanti per i manufatti e quindi per la loro durata. La tecnologia di produzione ha raggiunto il proprio apice nella realizzazione di corone in ceramica integrale e faccette estetiche, la cui precisione può competere con la produzione di microprocessori e con la tecnologia aerospaziale.
Una corona in ceramica integrale non contiene metallo nel proprio nucleo. La corona o il dente mancante in una struttura a ponte è realizzato interamente in materiale ceramico. Il nucleo metallico viene generalmente sostituito dall’ossido di zirconio, che è estremamente resistente. Sulla struttura in zirconia viene applicata la ceramica, che svolge una funzione simile a quella delle strutture in metallo-ceramica. A differenza delle strutture in metallo-ceramica, quelle in ceramica integrale lasciano passare la luce e, sotto questo aspetto, sono molto simili ai tessuti dentali naturali. In questo caso, il risultato estetico è eccellente.

Negli ultimi tempi sta iniziando a realizzarsi il sogno di una terza generazione di denti, che per il momento non cresce ancora spontaneamente. Gli impianti dentali ci consentono di inserire “radici artificiali” nell’osso umano, permettendo ai pazienti con protesi totali di ricevere strutture protesiche fisse o ponti. La perdita di un numero ridotto di denti non richiede la realizzazione di strutture a ponte, bensì di singole corone dentali posizionate direttamente sugli impianti. Questo approccio sposta i confini della protesi verso una ritenzione molto migliore dei manufatti protesici, la conservazione della struttura dentale naturale e, di conseguenza, un comfort occlusale più duraturo.

Rappresentazione schematica del fissaggio di una protesi totale inferiore rimovibile mediante un attacco montato su due impianti. Il paziente può rimuovere la protesi in caso di necessità, mentre gli impianti con gli attacchi ne impediscono i movimenti indesiderati e la fuoriuscita.
Rappresentazione schematica del fissaggio di una protesi totale inferiore rimovibile mediante un attacco montato su due impianti. Il paziente può rimuovere la protesi in caso di necessità, mentre gli impianti con gli attacchi ne impediscono i movimenti indesiderati e la fuoriuscita.


Metodo di fissaggio di una struttura a ponte fissa agli impianti dentali mediante viti laterali (su un modello di lavoro). In questo caso, il paziente non può rimuovere la protesi a piacimento. La struttura è completamente immobile e stabile nella bocca, nonostante l’assenza di denti naturali. La riabilitazione funzionale ed estetica è completa.