Il dolore dentale, che indichiamo con il termine mal di denti, ha origine nel dente stesso o nei tessuti parodontali. Può variare da appena percettibile fino a essere uno dei dolori più intensi in assoluto. Di solito segnala problemi seri a carico del dente o dei tessuti parodontali, ma può anche avere origine in altre parti del corpo.

Un adulto ha 32 denti: otto incisivi, quattro canini, otto premolari e dodici molari. Nella dentizione decidua mancano i premolari e i terzi molari, pertanto i denti sono venti.

 
I denti sono estremamente ben innervati, una caratteristica determinata dall'evoluzione. Il mal di denti, che avvertiva i nostri antenati della presenza di processi patologici nel cavo orale, proteggeva le persone dalla perdita dei denti, che in passato erano di fondamentale importanza per la vita. I denti e i tessuti parodontali sono innervati dal terzo nervo cranico (trigemino), caratterizzato da una trasmissione rapida e intensa degli stimoli dolorosi. Il trigemino si divide in tre rami: n. supraorbitalis, n.infraorbitalis e n.mandibularis.
 

Per comprendere il mal di denti o dolore dentale è necessaria una conoscenza di base dell'anatomia dell'organo dentale. Il dente possiede una propria vascolarizzazione (vasi sanguigni) e innervazione, pertanto viene considerato un organo. La corona dentale è ricoperta dallo smalto, che è il materiale più duro del corpo. La dentina sottostante forma la struttura di base del dente (corona, colletto e radice). Nella cavità centrale si trova la polpa, un tessuto molle composto da vasi sanguigni, nervi e cellule che li circondano. La radice del dente è ricoperta dal cemento dentale e dal legamento parodontale, che fissa il dente all'alveolo osseo. Il legamento è costituito da un gran numero di fibre che funzionano come le sospensioni di un'automobile e sono estremamente ben innervate. Una forza eccessiva durante il morso o un colpo provoca immediatamente un forte stimolo doloroso (dolore dentale).

Le cause del mal di denti sono: carie, trauma, malattia parodontale, terapia, disturbi occlusali…


 

Il processo carioso iniziale comincia sotto uno strato di smalto quasi intatto ed è condizionato dalla permeabilità dello smalto. Quanto più lo smalto è permeabile (scarsa organizzazione dei cristalli), tanto maggiore è la probabilità che inizi il processo carioso. Quando la carie raggiunge la zona della polpa o le sue immediate vicinanze, al suo interno si sviluppa un processo infiammatorio che provoca dolore dentale.

All'inizio il dente è sensibile alle variazioni di temperatura e di pressione osmotica (dolce, acido, salato…), che istologicamente si manifestano come uno stadio preliminare del processo infiammatorio (iperemia pulpare). Successivamente l'infiammazione interessa tutta la polpa e può provocare dolore costante, pulsante…

Le infiammazioni della polpa sono comunque asintomatiche o prive di dolore dentale nel 70% dei casi, ma il processo causa sempre la necrosi della polpa e, di conseguenza, la gangrena pulpare quando i batteri colonizzano il tessuto morto. Il dente diventa sensibile ai colpi, al contatto o alla pressione quando l'infiammazione della polpa raggiunge l'apice della radice e si estende di conseguenza alla parte del legamento parodontale che circonda l'apice radicolare.

 

Nelle fasi più avanzate della malattia, il problema si estende ai tessuti parodontali attorno all'apice della radice. Inizialmente soltanto al legamento parodontale, come già accennato, e successivamente all'osso.

L'infiammazione provoca la necrosi del tessuto primario; all'interno di questi spazi si accumulano liquidi e, di conseguenza, batteri (processo purulento), con un aumento della pressione nell'osso e sotto il periostio che causa forti mal di denti (dolore dentale), anche se l'organo dentale ha già perso da tempo la propria vitalità.

Quando i processi purulenti oltrepassano il periostio, il dolore generalmente diminuisce, ma si sviluppa un gonfiore. I processi possono essere accompagnati da linfonodi ingrossati, dolenti e gonfi e da un aumento della temperatura corporea.

La seconda causa più frequente di dolore dentale è una lesione dell'organo dentale. La lesione può interessare soltanto lo strato di smalto e non provocare dolore dentale.

Se le fratture dei tessuti dentali duri raggiungono la dentina o addirittura la polpa dentale, il processo che ne consegue è identico a quello descritto sopra nel caso della carie dentale. Una frattura della dentina provoca inizialmente ipersensibilità dentale; se la lesione non viene trattata entro un periodo di tempo ragionevole, compare dolore dentale dovuto all'infiammazione completa della polpa dentale, che successivamente si estende anche ai tessuti parodontali.


 

Il mal di denti in caso di trauma, nei casi più gravi, è conseguenza di una lesione dell'apparato di sostegno del dente, cioè del legamento parodontale. Dopo il trauma il dente può trovarsi ancora nella sua posizione, ma presentare una lesione parziale del legamento parodontale (sublussazione), può essere spostato dalla sua posizione originaria (lussazione) oppure può essere completamente espulso dall'alveolo (avulsione).

Anche la malattia parodontale o malattia dei tessuti parodontali, pur essendo una patologia cronica, può provocare mal di denti o dolore dentale che ha origine dalla polpa dentale (dal dente stesso) o dai tessuti parodontali. Nella fase iniziale, quando il colletto del dente viene esposto (dentina non più ricoperta dallo smalto), si verifica la cosiddetta ipersensibilità.


Nella fase terminale della malattia, i denti possono essere doloranti a causa della loro notevole mobilità e del sovraccarico dell'apparato di sostegno residuo del dente.