Odontoiatria conservativa
Questa domanda risale a più di sei mesi fa, pertanto le informazioni contenute nella risposta potrebbero non essere più aggiornate.
Il visitatore chiede:
Buongiorno,
Due mesi fa il dentista mi ha curato una carie su un molare che non mi aveva mai dato alcun problema. Alla radiografia la carie non sembrava grande, ma dopo l’intervento il dentista ha commentato che era estesa e arrivava quasi al nervo. Ha asportato molta sostanza dentale e ha realizzato un’otturazione grande. Sulla fattura della prestazione è indicato: I.K. (MTA), MO comp.pl..
Per un mese il dente è stato estremamente sensibile – al freddo, al caldo, all’aria e, anche senza motivo, mi provocava un dolore acuto. Mi faceva male metà della testa, dalla mandibola fino alla sommità del capo, e avvertivo anche bruciore intorno all’occhio.
Dopo tre settimane il dentista ha controllato l’otturazione, ha detto che era ben sigillata, alla percussione il dente non faceva male (e non fa male neanche ora), ha verificato la vitalità e dice che il nervo è ancora vitale (ha dovuto spostare per un po’ lo strumento finché ho avvertito una lieve scossa). Mi ha consigliato di aspettare ancora uno o due mesi e, se la situazione non si calma, rimuoverà l’otturazione e devitalizzerà il nervo.
La situazione aveva iniziato lentamente a migliorare, ma alcuni giorni fa il problema si è ripresentato. Non c’è più sensibilità ai cambiamenti di temperatura e il dente non fa male alla percussione, ma è presente un dolore continuo che oggi si è nuovamente diffuso sul viso, alla guancia, fino all’orecchio e alla sommità della testa.
Ritenete che debba aspettare ancora un po’ o recarmi dal dentista? La devitalizzazione del nervo è davvero l’unica soluzione? Esiste un modo o una sostanza per calmare e guarire la polpa senza distruggerla?
Il dentista Tomaž Rotar risponde:
Gentili Signori!
Anch’io procederei esattamente allo stesso modo nel caso descritto. Ogni intervento irrita il dente. Il grado di irritazione dipende soprattutto dall’entità del lavoro necessario per rimuovere il tessuto cariato. Anche la densità della dentina (dimensione e densità dei tubuli dentinali) determina l’entità dell’effetto sulla polpa dentale. Se l’irritazione è eccessiva, la polpa risponde con uno stato preinfiammatorio (iperemia), che clinicamente si manifesta più spesso come ipersensibilità a determinati stimoli (sensibilità pungente). Se il dente diventa sensibile alla percussione, significa che lo stato preinfiammatorio si è trasformato in infiammazione della polpa (condizione irreversibile), che ne richiede la rimozione (trattamento canalare). Il dolore che descrive (sul viso) mi sembra più simile a un dolore facciale atipico (forse una nevralgia), che a mio parere non è strettamente collegato a ciò che avviene nel dente stesso.
Buona giornata!
Anch’io procederei esattamente allo stesso modo nel caso descritto. Ogni intervento irrita il dente. Il grado di irritazione dipende soprattutto dall’entità del lavoro necessario per rimuovere il tessuto cariato. Anche la densità della dentina (dimensione e densità dei tubuli dentinali) determina l’entità dell’effetto sulla polpa dentale. Se l’irritazione è eccessiva, la polpa risponde con uno stato preinfiammatorio (iperemia), che clinicamente si manifesta più spesso come ipersensibilità a determinati stimoli (sensibilità pungente). Se il dente diventa sensibile alla percussione, significa che lo stato preinfiammatorio si è trasformato in infiammazione della polpa (condizione irreversibile), che ne richiede la rimozione (trattamento canalare). Il dolore che descrive (sul viso) mi sembra più simile a un dolore facciale atipico (forse una nevralgia), che a mio parere non è strettamente collegato a ciò che avviene nel dente stesso.
Buona giornata!
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