Desiderando che i bambini vedessero gli orsi polari, siamo partiti verso l’arcipelago, a poche ore di volo dalla Norvegia settentrionale in direzione del polo. Svalbard ospita 2.400 abitanti e 3.000 orsi polari, che qui sono protetti. Longerbyen, la capitale piena di motoslitte, dove la maggior parte delle persone patisce il freddo, è una tranquilla cittadina che, agli occhi di un europeo, appare abbandonata, con un’unica strada più larga lungo la quale sono aperti alcuni negozi e una locanda; vi si vendono generi alimentari e, per attirare i turisti, pelli di renna, lupo e orso, che in realtà vengono importate dal Canada, dove gli Inuit possono ancora cacciare. Alcune agenzie turistiche propongono escursioni intorno e attraverso l’arcipelago, che rappresentano quasi l’unico modo per spostarsi nei dintorni, poiché è necessaria una protezione dagli orsi, garantita soltanto da guide armate. Huntingrutten, una compagnia con una tradizione di trecento anni, ci ha proposto il viaggio in battello più bello e il più caldo possibile fino all’isola di Mofen, all’interno del circolo polare (80° parallelo). Abbiamo visitato fiordi ghiacciati mozzafiato, colonie di trichechi, insediamenti abbandonati di balenieri, la cittadina più settentrionale del mondo (Ny Alesund), una città mineraria fantasma di proprietà russa, modesti rifugi di caccia e ci siamo imbattuti in un’orsa con il suo cucciolo, che abbiamo potuto osservare per una buona ora. Il viaggio è difficile da confrontare con gli altri perché è unico, costoso e logisticamente complesso da organizzare, dato che richiede una prenotazione con largo anticipo; è adatto a persone pazienti, poco sensibili alle condizioni meteorologiche e amanti delle basse temperature.
Artico - Svalbard

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