Questa domanda risale a più di sei mesi fa, pertanto le informazioni contenute nella risposta potrebbero non essere più aggiornate.
Il visitatore chiede:

Buongiorno!
Tre giorni fa ha iniziato a farmi male un dente (primo molare superiore sinistro) che era già stato trattato (devitalizzato e otturato). A causa del dolore la dentista ha aperto il dente, rimosso il materiale di otturazione e inserito un medicamento. Mi ha anche detto che a quel punto tutto avrebbe dovuto andare bene. Ma non è stato così: si è sviluppato un gonfiore e quindi sono tornata dalla dentista, che ha aperto il dente e ha detto che il pus sarebbe uscito bene. Non è uscito, anzi il gonfiore è aumentato, perciò sono andata da un altro dentista che mi ha prescritto antibiotici e ha detto che il dente deve assolutamente rimanere aperto; è anche riuscito a far uscire un po’ di pus. Vorrei sapere quando scomparirà il gonfiore. Sto assumendo gli antibiotici da 24 ore, ma non c’è miglioramento; anzi il gonfiore è aumentato un po’ e si è spostato maggiormente verso l’occhio. Che altro si può fare, visto che il dente è aperto e il gonfiore dovrebbe diminuire? Non so proprio cosa fare: devo tornare di nuovo dal dentista oppure devo soltanto aspettare?
Grazie in anticipo per la risposta,
Cordiali saluti

Il dentista Tomaž Rotar risponde:

Gentile Signora!

In un caso come quello descritto è sempre necessario garantire il drenaggio del pus, che in realtà si trova nell’osso in prossimità dell’apice della radice del dente malato. Il drenaggio può avvenire principalmente in due modi:
-attraverso il canale radicolare e la corona del dente verso l’esterno (il dente viene aperto e, in base alla valutazione del terapeuta, lasciato aperto)
-attraverso un’apertura di drenaggio realizzata con un’incisione (taglio) attraverso la mucosa e il periostio fino all’ascesso (sacca di pus), che di solito si trova nella zona dell’apice della radice del dente interessato). Questo tipo di terapia viene eseguito quando il contenuto purulento si è già raccolto in un ascesso e non è più distribuito diffusamente nei tessuti molli (quando probabilmente si tratta soltanto di edema dei tessuti). Nella ferita viene inserita una striscia o un tubicino di drenaggio, che impedisce all’apertura nella mucosa di chiudersi immediatamente. Per quanto tempo la ferita debba rimanere aperta dipende dalla decisione del terapeuta.
La terapia antibiotica viene aggiunta quando necessario e secondo la decisione del dentista (linfonodi, temperatura corporea elevata, ...). La condizione descritta dovrebbe migliorare nell’arco di circa una settimana.

Buona giornata!

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