Questa domanda risale a più di sei mesi fa, pertanto le informazioni contenute nella risposta potrebbero non essere più aggiornate.
Il visitatore chiede:

Buongiorno,
ho 31 anni, mi mancano due primi molari e il terzo, che dopo un’apicectomia all’estero avevo fatto ritrattare da uno specialista endodontista,  ha ricominciato a farmi male dopo tre anni. Mi fa male da circa due giorni e per il dolore non riesco a dormire. Ho fatto una radiografia e tornerò dall’endodontista per vedere come procedere; ho paura di perdere anche il terzo dente. È possibile che si tratti soltanto di un’infiammazione transitoria che potrebbe essere curata con antibiotici e che sia dovuta semplicemente a un calo del sistema immunitario e a una questione “meteorologica”?
So che dovrei mettere degli impianti. Ho esitato per un po’ perché fumavo e avevo sentito che la combinazione di questi interventi  e il fumo non va bene. Ora fumo una sigaretta al giorno. Come dovrei prepararmi affinché la procedura implantare sia il più efficace possibile?
Grazie per la risposta,
Meta

Il dentista Tomaž Rotar risponde:

Gentili Signori!

Se fa male un dente che è già stato trattato endodonticamente, è meglio eseguire una radiografia. In base all’immagine si può decidere se è necessario ripetere il trattamento canalare. In ogni caso, un dente devitalizzato (trattato canalmente o meno) rappresenta un certo focolaio cronico nel quale, occasionalmente, i batteri possono moltiplicarsi più intensamente del solito, causando anche determinati sintomi (dolore, gonfiore). Se questo sia collegato o meno a un calo del sistema immunitario potrebbe essere oggetto di una discussione più lunga.
Il fumo è una controindicazione relativa all’inserimento di impianti dentali; tuttavia, per esempio, la scuola tedesca classica considera fumatore chi fuma più di dieci sigarette al giorno. Molto più importante è una buona igiene. La combinazione di scarsa igiene e fumo può naturalmente provocare molto più rapidamente infiammazione dei tessuti intorno all’impianto, anche se esistono grandi eccezioni. Non vi è un limite netto né una regola in questo senso; alla fine si tratta di una decisione dell’operatore e del paziente, poiché entrambi porteranno insieme la responsabilità del successo della terapia.
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