La Thailandia, come si dice, è il paese del sorriso. Un paese caldo e bello, invaso dai turisti, cosa che ne attenua un po’ il fascino originario. Con il tempo i sorrisi non sono più autentici come all’inizio e diventano un po’ sbiaditi a causa dell’eccessiva commercializzazione, perché in Thailandia tutto è in vendita. Al viaggiatore inesperto il paese offre tutti gli elementi dell’esotico, comprese le caratteristiche del terzo mondo sottosviluppato. Rispetto ai paesi africani, però, il fascino svanisce rapidamente, perché ci rendiamo presto conto che la prostituzione e la sottomissione al capitale europeo e americano stanno trasformando gli abitanti e il paese in un grande parco dei divertimenti. Il paese è relativamente sicuro, ma più che altrove bisogna fare attenzione alle truffe, anche in luoghi che a prima vista sembrano offrire tutta la sicurezza possibile e un approccio europeo nei confronti dei clienti. Il paese è molto conveniente, anche se naturalmente tutto dipende dall’intraprendenza…

Con la famiglia abbiamo goduto del periodo secco dell’inverno locale, con temperature intorno ai trenta gradi. Nello stesso periodo dell’anno il clima varia parecchio a seconda della località. Al nord l’inverno è piuttosto piacevole, soprattutto sulle alture. Bangkok e il territorio a sud della città, invece, conoscono soltanto stagioni secche e piovose, con temperature intorno ai trenta gradi e molto più alte in estate.

Ci è rimasto maggiormente impresso il tempio che offre rifugio alle tigri. Le immagini indimenticabili dei bambini che giocano con gli animali giovani, il dare da mangiare e accarezzare i “grandi” cancellano completamente quel sentore di commercializzazione che ci ha accompagnato un po’ per tutto il viaggio. Le splendide spiagge del sud fanno nascere l’idea che forse un giorno potremmo tornare semplicemente per un periodo indefinito.