L’Africa non lascia andare via nessuno senza ricordi indelebili; il primo viaggio rimane custodito in profondità e richiama indietro. Così siamo tornati anche noi, ad aspettare la grande migrazione degli gnu e delle zebre, al confine tra Kenya e Tanzania, dove un milione e mezzo di ungulati attraversa il fiume Mara alla ricerca di pascoli migliori a nord. Il periodo della migrazione è anche il periodo del banchetto per enormi coccodrilli, un grande equilibrio insieme gioioso e tragico, dall’antichità fino a oggi, un evento che chiunque può osservare con stupore. Le scene della carneficina, quando i più deboli finiscono nel menù di rettili preistorici, non lasciano indifferenti gli spettatori. I documentari televisivi sono una cosa, la realtà a trenta metri di distanza è tutt’altra. Suoni di panico e di spruzzi, nuvole di polvere nel vento caldo, insetti pericolosi, rettili sotto i piedi, la lamiera surriscaldata dei veicoli … Ogni pomeriggio ci recavamo sulla riva del fiume sperando che un grande gruppo decidesse di rischiare la vita e cedesse all’irresistibile desiderio di attraversare il fiume, a un istinto conservato nei geni fin dalla preistoria, quando nella vicina Tanzania eruttavano ancora i vulcani. Asanta sane, come dicono i Masai per un’esperienza simile, quando con le loro danze celebrano la vita e pensano Habuna makaka, ovvero cogli il giorno, ogni giorno che comincia con il profumo dell’erba selvatica fresca della savana e termina con tramonti dietro baobab solitari e colli allungati di giraffe. Questo è il nostro Safari o, per dirla a modo nostro, un viaggio attraverso la vita, dicono gli abitanti del luogo, che accolgono volentieri i turisti facoltosi ma sanno che nessuno cambierà ancora per molto tempo il grande e spietato ciclo della vita e della morte, in una terra che non perdona e alla quale appartengono anche loro.
Africa

Galleria
✦ Questo articolo è stato tradotto dall’originale con l’aiuto di un sistema di traduzione basato sull’IA.
















