Generale
Questa domanda risale a più di sei mesi fa, pertanto le informazioni contenute nella risposta potrebbero non essere più aggiornate.
Il visitatore chiede:
Gentili Signori! Poiché non sono sicuro che abbiate letto questo messaggio (Il tuo commento è in attesa di moderazione?), proverò ancora una volta, nella speranza che questa volta un raggio di speranza odontoiatrica riesca finalmente a splendere tra i miei denti mobili bisognosi di aiuto.
Nell'arcata inferiore è piuttosto mobile, credo, l'incisivo centrale destro. Si muove anche l'incisivo laterale accanto. Il canino successivo è a posto. Segue un primo premolare mobile. I molari in fondo sono saldamente ancorati. Se massaggio la gengiva, da dietro la gengiva intorno ai denti problematici fuoriesce qualcosa di bianco. Probabilmente è una secrezione purulenta, conseguenza della malattia parodontale. Circa sei mesi fa la mia stimata dentista mi ha rimosso il tartaro e mi ha mandato a fare un'ortopantomografia. Dopo la pulizia del tartaro, il suddetto incisivo centrale destro, credo, sembrava una lancia ben appuntita conficcata nella gengiva. La stimata dentista ha guardato l'ortopantomografia e mi ha mandato a casa dicendo che andava tutto bene e che dopo sei mesi sarei dovuto tornare a rimuovere il tartaro, nonostante le avessi riferito la mobilità dei denti e lei stessa, con uno strumento di cui non conosco il nome, avesse verificato la veridicità di quanto dicevo; ha però menzionato tasche parodontali profonde. Le cavità comparse a sinistra e a destra della parte inferiore dell'incisivo centrale dopo la rimozione del tartaro si sono riempite di nuovo relativamente presto di tartaro, che ora si è nuovamente accumulato, soprattutto sulla superficie posteriore del dente. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che il dente è cresciuto storto tra gli altri due fin dall'inizio. In corrispondenza dell'incisivo centrale e di quello laterale è visibile una recessione gengivale di circa mezzo centimetro, mentre sul primo premolare l'esposizione del cosiddetto colletto dentale è ancora più profonda di qualche millimetro e continua ad approfondirsi!!!??? Fino a dove può arrivare? Poiché sono passati sei mesi e non ha senso andare dove non sanno o, non so per quale motivo, non osano affrontare i problemi parodontali, vorrei sapere se ve ne occupereste voi e se riuscireste a salvare i denti dalla caduta o dall'estrazione, dato che per il resto sono relativamente a posto. Sono un paziente pagante, Samo, se mi permettete una piccola battuta. Ma, battute a parte, la situazione è seria: faccio fatica a mangiare e di conseguenza dimagrisco, senza neppure parlare della penetrazione di liquido purulento attraverso i tessuti parodontali porosi, che provoca malattie mortali degli organi interni vitali. Grazie infinite per la risposta.
P.S.
Mi scuso se vi assillo e vi disturbo, ma i problemi stanno peggiorando. Devo interpretare il vostro silenzio nel senso che non potete aiutarmi?
Il dentista Tomaž Rotar risponde:
Gentili Signori!
In base alla descrizione ritengo che si tratti di un serio problema dei tessuti parodontali, che richiede una terapia seria e nella maggior parte dei casi di lunga durata, destinata all'insuccesso se non si seguono scrupolosamente le indicazioni. Per decidere quale terapia scegliere abbiamo bisogno almeno di un'ortopantomografia e naturalmente di un esame clinico. La terapia parodontale inizia con la classica fase igienica e con l'istruzione all'igiene orale, che (presumo) è già stata eseguita. Seguono detartrasi e levigatura radicolare, interventi a lembo e rigenerazione tissutale guidata. La prego di prenotare una visita, durante la quale potremo fornirle informazioni specifiche sulla terapia.
Buona giornata!
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