Un omaggio al più grande dei geni, Darwin, è l’arcipelago del Pacifico sotto la sovranità dell’Ecuador. Un tempo terra aspra, abitata da personaggi singolari che vi erano rimasti per volontà propria o altrui, oggi è uno dei paradisi e delle ultime oasi. L’equatore e l’influenza del Pacifico modellano un clima caldo e umido. Le tempeste tropicali provvedono regolarmente alla dinamica del tempo, ma nonostante ciò gli ombrelli non sono di casa, perché non servono: il sole asciuga rapidamente tutto. In una splendida compagnia internazionale ci siamo spostati tra le isole seguendo l’evoluzione, abbiamo nuotato con gli squali e ammirato le acrobazie di delfini e leoni marini. Le lente tartarughe ci ricordavano che nella vita ci si può prendere il proprio tempo, mentre gli uccelli davano un nome ai viaggi. L’arcipelago dovrebbe essere visitato da chiunque abbia la volontà e la possibilità di viaggiare, perché appartiene alle più grandi meraviglie.
Il viaggio è relativamente costoso, ma le compagnie locali assicurano una logistica buona e sicura, per cui non richiede troppo tempo. Le condizioni di accesso al parco diventano ogni anno più difficili (più costose); inoltre le autorità limitano notevolmente il numero dei visitatori, compensando naturalmente con l’aumento delle tasse turistiche.
Il viaggio è relativamente costoso, ma le compagnie locali assicurano una logistica buona e sicura, per cui non richiede troppo tempo. Le condizioni di accesso al parco diventano ogni anno più difficili (più costose); inoltre le autorità limitano notevolmente il numero dei visitatori, compensando naturalmente con l’aumento delle tasse turistiche.



















